Le agenzie di viaggio stanno per tornare… solo che saranno in formato digitale: Google ha recentemente annunciato che il suo obiettivo finale per il progetto Gemini è quello di creare un “agente IA universale” che semplifichi la vita quotidiana, compresa l’organizzazione dei viaggi.
Nel 2025, si prevede che questi agenti possano pianificare, ricercare e prenotare vacanze autonomamente, bypassando le OTA e creando un nuovo sistema di relazione tra turisti e strutture.
Ma quali sono le implicazioni per gli hotel?
Secondo alcuni esperti, gli agenti IA potrebbero rivoluzionare il sistema di distribuzione, interagendo direttamente con i siti web degli hotel ed eliminando la necessità di intermediari. Mario Gavira di Kiwi lo ha descritto come “un taglio netto nella complessità della pianificazione dei viaggi, con una connessione diretta ai fornitori.”
Tuttavia, lo scenario potrebbe anche rivelarsi l’esatto opposto. Le OTA, che già investono pesantemente nell’intelligenza artificiale, potrebbero trarre vantaggio da questa evoluzione. Invece di essere eliminate, potrebbero diventare i principali attori in questo nuovo panorama grazie all’ottimizzazione dei loro algoritmi per l’intelligenza artificiale (AIO).
Purtroppo, molti hotel non sono ancora pronti per l’interazione con l’intelligenza artificiale. Dopotutto, l’integrazione della tecnologia non è una cosa che avviene in un batter d’occhio, soprattutto in un settore che è stato storicamente cauto con le novità tecnologiche.
Ecco, quindi, alcune azioni chiave che potrebbero aiutare gli albergatori a farsi trovare pronti:
L’arrivo dell’intelligenza artificiale sarà una grande sfida, ma anche una grande opportunità. Gli hotel che sapranno integrare gli agenti IA nei loro processi di prenotazione, nelle interazioni con i clienti e nelle operazioni quotidiane, avranno vantaggi significativi. L’IA può infatti alleggerire il lavoro delle persone, migliorando l’efficienza e permettendo al personale umano di concentrarsi su compiti più personalizzati e relazionali.
L’IA non sostituirà mai l’interazione umana, che è alla base del settore dell’ospitalità. Ma se usata correttamente, può migliorare l’esperienza degli ospiti, ottimizzare i programmi di fidelizzazione e personalizzare le offerte.
Gli hotel devono concentrarsi su un punto fondamentale: essere trovati dagli agenti IA. Questo significa rivedere l’infrastruttura digitale per eliminare ostacoli come CAPTCHAs, moduli complessi o dati frammentati che potrebbero bloccare le operazioni degli agenti. Inoltre, per sfruttare al massimo questa opportunità, gli hotel devono adattarsi rapidamente e non lasciare che la tecnologia li sorprenda.
Gli agenti IA stanno arrivando, e con loro una nuova era per l’industria dell’ospitalità. Sebbene le OTAs stiano già adottando l’intelligenza artificiale per mantenere il loro dominio, gli hotel indipendenti hanno ancora l’opportunità di emergere come protagonisti se riescono ad adattarsi velocemente e investire nelle giuste tecnologie. La chiave del successo sarà una preparazione tempestiva, una solida strategia di contenuti e una gestione efficace dei dati. Gli hotel che abbracciano questi cambiamenti come opportunità invece che come minacce saranno pronti a trarre il massimo vantaggio da questa nuova era digitale.